Entrerà in funzione l’anno prossimo in Cile il primo impianto industriale su vasta scala per la produzione di e-benzina: un carburante “ecologico” prodotto con l’acqua e l’anidride carbonica presa dall’atmosfera, usando energia rinnovabile. In pratica, una benzina che va nei tradizionali motori endotermici, ma non produce effetto serra, e non emette neppure le sostanze inquinanti dei carburanti fossili.

Il progetto, detto “Haru Oni”, è in cantiere nella Patagonia Cilena, a Cabo Negro, nella provincia di Magallanes. Sono coinvolte la società elettrica cilena Ame, quella petrolifera Enap, la tedesca Siemens, l’italiana Enel e la casa automobilistica tedesca Porsche.

La e-benzina, sintetica ed ecologica, verrà prodotta a partire dall’idrogeno verde: quello prodotto con l’elettrolisi dell’acqua (la scissione in idrogeno e ossigeno) alimentata da energie rinnovabili. Nel caso di Haru Oni, sarà energia eolica, abbondante in Cile. L’impianto sarà poi in grado di catturare l’anidride carbonica dall’atmosfera (quindi decarbonizzando), e di combinarla con l’idrogeno verde per produrre metanolo (detto e-metanolo perché a zero emissioni). L’e-metanolo sarà poi convertito in e-benzina, che potrà alimentare i motori endotermici delle automobili tradizionali.

Questo carburante sarà a zero emissioni nette, perché la CO2 che produrrà sarà uguale a quella che è stata tolta dall’atmosfera per produrlo. Inoltre, non emetterà ossido di zolfo e biossido di azoto, gli scarti della benzina fossile dannosi per la salute. Dall’e-metanolo, con procedimenti simili, si potrà produrre anche e-diesel per i camion, gli autobus e le navi, ed e-cherosene per gli aerei. Il vantaggio degli e-carburanti è che potranno essere utilizzati nei veicoli tradizionali a motore endotermico, eliminando però le emissioni di gas serra. La loro utilità potrebbe essere soprattutto sul trasporto pesante su strada, su quello marittimo e su quello aereo. Qui (diversamente che sulle auto) il peso eccessivo delle batterie al momento rende l’elettrico improponibile. I combustibili sintetici a zero emissioni potrebbero quindi essere un sistema per decarbonizzare a costi contenuti. A patto naturalmente di avere energia da fonti rinnovabili in abbondanza. Il processo per catturare la CO2 dall’atmosfera è sperimentale. Tuttavia, per la produzione di e-carburanti può essere usata anche la CO2 proveniente da lavorazioni industriali (acciaio, cemento, fertilizzanti, raffinerie), dove le tecnologie di cattura sono consolidate. Il progetto Haru Oni è co-finanziato con 8 milioni di euro dal governo tedesco. Capofila è la società elettrica cilena Ame. Siemens fornisce la tecnologia per i processi, Enel collabora per la parte eolica e l’elettrolisi dell’acqua. Porsche testerà la e-benzina sulle proprie auto sportive. L’impianto dovrebbe cominciare a produrre 130.000 litri all’anno nel 2022, per passare a 55 milioni nel 2024 e 550 milioni nel 2026.

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