La Cassazione ha cambiato il terreno di gioco: ora una raccomandata inviata dall’Agenzia delle Entrate può produrre effetti anche senza la famosa relata di notifica. Ma attenzione: non è tutto così lineare come sembra.
Questo articolo spiega in parole semplici cosa vale da oggi e quando invece la notifica può ancora essere annullata.
Le raccomandate del Fisco valgono davvero senza relata?
Secondo la Cassazione (ordinanza n. 27499/2025) la notifica tramite servizio postale con avviso di ricevimento fa scattare la presunzione di conoscenza. Detto in parole povere: se la busta è arrivata all’indirizzo, per legge si presume che l’atto sia noto al destinatario.
Questa regola mette fine a molte contestazioni basate solo sull’assenza della relata redatta dall’ufficiale giudiziario. Per attaccare una notifica serve ora qualcosa di più sostanziale: provare che l’avviso non è arrivato o che il recapito è stato impossibile per cause non dipendenti dal destinatario.
Ma esiste un’eccezione importante
La pronuncia del 27 maggio 2025 (ordinanza n. 14089) ricorda però un punto cruciale: quando la notifica di un’avviso di intimazione di pagamento viene consegnata a una persona diversa dal destinatario (per esempio un addetto alla casa), è obbligatorio l’invio della raccomandata informativa previsto dall’art. 60 del D.P.R. n. 600/1973. Se manca quell’informativa, la notifica può essere nulla.
Questa differenza spiega casi recenti in cui la Corte ha cassato sentenze: non contano solo la forma e l’avviso, ma anche chi ha materialmente ricevuto l’atto.
Per il contribuente la conseguenza pratica è questa: molte contestazioni basate esclusivamente sull’assenza della relata perdono forza, ma rimane aperta la strada dell’impugnazione quando la consegna è avvenuta a terzi senza la prevista informativa.
Cosa fare subito se ricevi una raccomandata del Fisco
Controlla l’avviso di ricevimento e prendi nota della data di consegna. Se la busta è stata ritirata da un familiare o da un addetto, verifica se si tratta di una intimazione di pagamento o di altro atto.
Un cliente si è presentato in studio la settimana scorsa convinto di avere la causa vinta per mancanza della relata: alla verifica è emerso che l’avviso era stato consegnato regolarmente e la difesa fondata solo su vizi formali non bastava. Facciamo due conti: serve documentazione che dimostri la nullità sostanziale, non solo un cavillo procedurale.
Il consiglio pratico (bonus)
Se ricevi una raccomandata, non buttar via l’avviso: scansionalo, conserva la data e prendi subito contatto con un consulente. Se la notifica è stata ritirata da terzi, verifica l’eventuale mancato invio della raccomandata informativa prima di puntare tutto su un vizio formale.
In molti anni di studio questo tipo di equivoco capita spesso: il punto è questo, le carte contano più dei sospetti. Agisci in fretta e porta le prove giuste in tribunale: così si cambia davvero l’esito del contenzioso.