Addio Fornero non è automatico per tutti, ma per alcuni lavori pesanti o particolari nel 2026 l’uscita anticipata diventa concreta: si parla perfino di possibilità di lasciare il lavoro intorno ai 60 anni. Il punto è capire chi rientra nelle deroghe e quali requisiti servono davvero.
Chi può andare in pensione a 60 anni?
Non si tratta di una cancellazione della legge Fornero: la regola per la pensione di vecchiaia a 67 anni resta. Però esistono eccezioni per chi svolge attività gravose o rientra nelle categorie protette (difesa, soccorso, forze di polizia, trasporti, spettacolo, sport professionistico). Anche alcuni lavori usuranti possono permettere un’uscita anticipata vicino ai 60 anni se sono riconosciuti come tali dall’INPS.
Un cliente si è presentato in studio la settimana scorsa convinto di avere diritto all’uscita anticipata: la verifica ha mostrato che servivano procedimenti per il riconoscimento dell’usura e qualche mese di contributi aggiuntivi. Morale: serve documentazione precisa. Questo è il primo filtro.
Chi ha lavoro gravoso e prova documentale ha chance reali di uscire prima.
Quali requisiti servono davvero per l’uscita anticipata?
La legge Fornero mantiene parametri rigidi: per la pensione anticipata ordinaria servono oggi circa 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Le deroghe proposte o già in discussione includono la Quota 41 (per i precoci con almeno 12 mesi di contributi prima dei 19 anni) e la Quota 89 o la possibilità di andare a 64 anni con condizioni economiche. Per la soluzione a 64 anni è richiesto un assegno minimo pari a circa 1.620 euro al mese (tre volte l’assegno sociale).
L’Ape sociale resta un ponte per i più fragili: requisito di età 63 anni e 5 mesi e almeno 30 anni di contributi (con un tetto mensile di 1.500 euro, senza tredicesima). Attenzione: dal 2027/2028 i parametri di Quota 41 si irrigidiscono (+1 mese nel 2027, +3 mesi nel 2028) salvo chi ha svolto attività usurante.
Per poter uscire prima servono anni di contributi certificati e, spesso, un requisito di reddito o importo minimo della pensione.
Cosa fare subito per capire se puoi davvero smettere
Prima mossa: controlla l’estratto conto INPS e verifica mesi e tipologia di contributi. Poi valuta se la tua attività è riconosciuta come usurante o gravosa: servono certificazioni del datore di lavoro, visite mediche, richieste agli enti competenti. Se la pensione prevista è bassa, considera la trasformazione del TFR in rendita o il ricorso a un fondo complementare per integrare l’assegno.
Un lavoratore del trasporto controllato in ritardo ha scoperto di poter fare domanda per l’Ape sociale solo dopo aver raccolto buste paga e certificati: la pratica si è sbloccata, ma con mesi di attesa. Quindi agisci prima, non all’ultimo minuto.
Verifica i contributi oggi, raccogli la documentazione e porta tutto a un patronato o a un consulente: è l’unica strada per capire se l’uscita a 60 anni è concreta per te.
Il punto è questo: per molti l’addio completo alla Fornero resta un sogno; per alcuni, invece, le deroghe del 2026 offrono opportunità reali — ma solo se si rispettano i requisiti certi e si presentano le domande corrette in tempo. Consiglio pratico: fai subito il controllo INPS e conserva tutta la documentazione di lavoro.