Il Fisco passa all’attacco: controlli serrati su chi ha usato i bonus edilizi. Come proteggersi

Il Fisco ha intensificato i controlli su chi ha usufruito dei bonus edilizi. Se hai fatto lavori con cessione del credito o sconto in fattura, devi muoverti ora per non trovarti in difficoltà.

Quanto rischi davvero con i controlli sui bonus edilizi?

I controlli dell’Agenzia delle Entrate non sono solo controlli formali: cercano incongruenze tra le fatture, i pagamenti e la documentazione tecnica. Un cliente si è presentato in studio la settimana scorsa con le ricevute sul tavolo e aveva dimenticato la prova del bonifico parlante: risultato, accesso agli atti dall’ufficio provinciale.

Il punto è questo: chi non sa dimostrare le spese rischia sanzioni, recupero del credito e interessi. Meglio prevenire che spiegare dopo; la procedura può diventare lunga e costosa.

Che verifiche fa l’Agenzia delle Entrate e cosa chiedono?

L’ufficio confronta le pratiche con le banche dati, controlla la regolarità urbanistica e chiede la documentazione tecnica: asseverazioni, comunicazioni ENEA, parcelle e bonifici. Spesso controllano anche l’anagrafe dei condomini quando si parla di interventi sulle parti comuni.

Nel 2025 gli accertamenti sono diventati più mirati: adesso c’è una selezione automatica che sceglie pratiche con anomalie. Chi riceve l’avviso può reagire solo con documenti chiari e tracciati. Questo è il nocciolo della questione.

Come proteggersi: azioni pratiche da fare subito

1. Controlla e organizza tutta la documentazione disponibile: fatture, bonifici con causale, asseverazioni e Comunicazioni ENEA. Senza questi elementi, la ricostruzione della pratica diventa molto difficile.

2. Ricostruisci i pagamenti mancanti con dichiarazioni bancarie e, se necessario, una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà firmata dalle parti coinvolte. Un cliente ha risolto così una discrepanza sulle date dei lavori.

3. Verifica la conformità urbanistica con il tecnico che ha seguito i lavori: una pratica edilizia irregolare è il primo motivo di rigetto. Se ci sono difformità, valutare un sanatoria prima che arrivi l’accertamento.

4. Preparati a rispondere entro i termini: alla richiesta dell’Agenzia delle Entrate conviene inviare tutto in modo ordinato e firmato, con un breve riassunto dei fatti. La chiarezza spesso riduce le contestazioni.

Errore che costa caro e consiglio pratico

Il grande errore è pensare che la carta non serva: senza tracciabilità dei pagamenti e senza asseverazioni, il credito rischia di essere revocato. In molti casi la differenza tra una pratica chiusa e una multa è un bonifico con la causale giusta.

Consiglio bonus: prepara ora una cartella digitale con PDF ordinati e una copia cartacea firmata. Se arriva la richiesta, potrai rispondere in modo rapido e professionale; questo spesso evita aggravi inutili. Un cliente che frequenta lo studio di Padova lo sa: chi è pronto, dorme più sereno.

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