Il Canone RAI 2026 cambia importo e modalità di pagamento: conviene sapere subito cosa aspettarsi per evitare sorprese in bolletta. Qui c’è la sintesi pratica, senza giri di parole.
Breve guida per capire il nuovo importo, come ti arriverà la richiesta e cosa fare se non possiedi un televisore.
Quanto sarà il Canone RAI 2026?
Per il 2026 l’importo annuale è stato aggiornato a €120 all’anno. Questo significa un peso medio di circa €10 al mese se mantenuta la rateizzazione in bolletta elettrica.
Un cliente dello studio di Padova ha scoperto la variazione aprendo la bolletta: situazione comune, quindi conviene controllare subito la prima ricevuta dell’anno. Il punto è questo: non aspettare che arrivi la sorpresa.
Come cambia il pagamento: bolletta, addebito bancario o F24?
La via principale resta l’addebito in bolletta elettrica in 10 rate mensili; in alternativa è possibile pagare in un’unica soluzione tramite F24 o scelto addebito diretto SEPA solo se autorizzato dal contribuente.
In tanti anni di pratica, la scelta sbagliata è quella di non comunicare nulla: l’addebito in bolletta può scattare automaticamente se il nome sul contatore coincide con il titolare dell’utenza. Regola pratica: controlla intestazione e rate.
Chi è obbligato a pagare e come evitare il pagamento ingiusto?
Obbligo di pagamento per il possessore di un apparecchio televisivo residente nella stessa unità immobiliare. Se non possiedi un televisore serve presentare la dichiarazione di non detenzione (il cosiddetto modello AA) oppure la richiesta di esenzione se si rientra nelle categorie protette.
Un episodio tipico: una famiglia ha pagato per anni perché il nome era sul contatore; dopo aver presentato la dichiarazione correttiva ha ottenuto il rimborso. Insight finale: una semplice comunicazione può risparmiare centinaia di euro.
Errore che costa caro e ultimo consiglio pratico
L’errore più frequente è non verificare l’intestazione della bolletta o non inviare la dichiarazione quando non si possiede il televisore. Questo porta ad addebiti automatici e iter burocratici per chiedere il rimborso.
Si segnala, dallo studio con oltre 25 anni di esperienza a Padova, che controllare la prima bolletta dell’anno e conservare la documentazione fa la differenza: bastano pochi minuti per evitare guai.
Consiglio bonus: verifica la bolletta entro il mese di gennaio, invia la dichiarazione di non detenzione se serve e conserva ricevute e copie. Meglio intervenire subito che inseguire rimborsi dopo mesi di telefonate e code.